Lettere morali a Lucilio.

La fine di un libro può essere l’inizio dell’autosviluppo.

In una serie di articoli, siamo stati in grado di descrivere il fatto indiscutibile che l’opera di Lucio Enea Seneca “Lettere morali a Lucilio” è un’opera letteraria unica. Grazie ad esso, potremmo raggiungere la personalità umana, gli angoli più remoti di essa, e poterne toccare con mano la sua essenza incontaminata. Abbiamo prestato attenzione ad aspetti importanti che servono ad arricchire e migliorare la personalità: il tempo come nostra risorsa più preziosa, il progresso come parte dello sviluppo personale, la virtù, la percezione del positivismo, l’irrequietezza dell’anima umana e il raggiungimento della pace e della felicità come nostro diritto originario e fine supremo.

Con le seguenti righe, ci proponiamo di sintetizzare le cose più importanti che ognuno di noi dovrebbe prendere per sé dalle lettere considerate. Le lezioni e l’ispirazione più preziose che possiamo trovare quando conosciamo l’intera opera di Seneca, ma questo è un argomento separato per un altro articolo.

La cosa più importante che dobbiamo prendere per noi stessi dalla lettera numero uno è che la vita umana è una tavolozza di emozioni, esperienze, crescita e realizzazione di sé. Il tempo è quel ciclo infinito che fa parte della nostra esistenza. Ce l’abbiamo, ma quello che ne facciamo è una questione di scelta personale. Se spendiamo di più per accumulare conoscenza, per i nostri cari o per divertirci, dipende esclusivamente dalle nostre priorità. È importante non rimandare al futuro ciò che deve essere fatto ora, perché potrebbe non arrivare mai.

Lo scopo principale della lettera numero 32 è mostrarci che l’idea del progresso prima di tutto guarda in te stesso, sbircia nelle profondità del tuo subconscio. Le verità su noi stessi sono nascoste nel subconscio. Trasferendo il controllo dal subconscio al conscio, capiamo cosa e chi è veramente la nostra personalità. Sapere quali impulsi ti muovono, chi sei e se vivi secondo i veri desideri della tua anima è il primo passo verso lo sviluppo personale.

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Solo quando avremo la risposta alla domanda “Chi sono io?” possiamo provare a cambiare quegli elementi della nostra personalità, che ci ostacolano nel percorso che abbiamo scelto di seguire.

Con la lettera 37 abbiamo mostrato che nel mondo in cui viviamo è molto difficile fare la cosa giusta in ogni situazione. Essere buoni e agire guidati dalla saggezza e dalla virtù richiede controllo e forza spirituale. Ma se vuoi avere controllo ed equilibrio in ogni situazione, devi prima iniziare a scoprirli in te stesso. Segui la tua mente, segui il tuo cuore: ti aiuteranno sempre a prendere le decisioni giuste. Sii in armonia con l’amore e la gentilezza e dona te stesso a loro.

La lettera 59 ci ha aiutato a illustrare il significato dei piaceri e delle gioie della vita. Abbiamo scoperto perché è importante essere positivi, felici e pieni di energia positiva, perché la chiave del nostro vero successo e della nostra libertà, spirituale e fisica, è davvero sperimentare la gioia della vita. Ci sono tanti motivi per essere felici, per provare la gioia di questa avventura chiamata vita. Non ci resta che cercarli in giro. Porta con te la virtù. Goditi le cose davvero piccole. Consenti a te stesso di essere libero. In questo modo sarai veramente felice e sperimenterai la gioia della vita.

Con la lettera 69, mettiamo in moto il processo di realizzazione che dipendiamo dalle nostre paure, ma esse dipendono anche da noi, semplicemente perché sono parte integrante del nostro essere. Raggiungere la vera pace della mente è possibile solo quando conquistiamo il sentimento di costante insoddisfazione che inizialmente ci portiamo dentro. Bisogna scendere almeno un attimo dall’alta velocità della domanda e godersi l’aroma delle rose.

Nella lettera 92, Seneca mette a confronto la felicità e la virtù come due elementi interrelati, ciascuno dei quali non può esistere senza l’altro. I pensieri che sono nella tua testa; le azioni che intraprendi nelle varie circostanze con cui la vita ti confronta; l’onestà che dimostri e tutto il resto che si può riassumere nella parola – virtù – sono le cose più importanti e solo chi le possiede sarà felice. Chi possiede virtù nel profondo della sua anima non può essere infelice. La felicità è nascosta nei nostri atteggiamenti verso tutto ciò che ci circonda.

Le lezioni che le Lettere Morali a Lucilio potrebbero insegnarci sono poste tra le copertine di quest’opera. A noi basta solo il coraggio di girare le prime pagine e avere voglia e pazienza per arrivare all’ultima. Certo, il “percorso” che faremo tra loro non sarà breve, ma è garantito che ne varrà la pena perché raggiungeremo una nuova conoscenza – quella per noi stessi. Ci verranno inoltre forniti gli “strumenti” e le tecniche necessari su come aggiornare la nostra personalità e iniziare il viaggio del nostro sviluppo personale.

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