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Il Cristo velato – la scultura di Giuseppe Sanmartino

L’arte fa parte della vita dell’individuo e della società. Porta gioia, delizia, ma a volte tristezza, perché è la più alta forma di espressione di sé. E l’uomo stesso è portatore di una vasta gamma di emozioni, che non si limitano alla felicità. Per l’arte, la cosa più importante è avere un impatto. Che sia in una direzione positiva o negativa. Deve provocare un’emozione nell’osservatore. Deve eccitare, affascinare. Se un’opera d’arte non provoca emozione, riflessione o dialogo, allora il suo creatore non ha raggiunto l’obiettivo finale.

In questo articolo, parleremo di un’opera d’arte eccezionale. Rappresenta il più alto pilotaggio nella scultura e certamente non si può rimanere indifferenti ad esso – Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino. Lo scorso mese vi abbiamo presentato un’altra statua velata, la Vergine Velata. Come lei, questa insolita scultura di Gesù Cristo è avvolta dalla misticismo.

Cattura, provoca, eccita. C’è un’emozione che non può essere descritta solo a parole. Ma prima di raccontarvi di più sulla scultura, vi presentiamo l’artista stesso.

Giuseppe Sanmartino fu uno scultore italiano che lavorò durante il periodo rococò. Era nato a Napoli nel 1720. Il suo stile scultoreo è notevole per la combinazione di pose sentimentali, tratti espressivi del viso e sensibile intaglio nel marmo. Era estremamente popolare presso la corte borbonica a Napoli del XVIII secolo. Tutte le sue sculture sono principalmente su temi religiosi. Oltre alle grandi sculture religiose, Sanmartino ha creato figure monumentali, sculture decorative e ritratti per lapidi. Nel 1772 iniziò una carriera di insegnante alla Real Accademia di Belle Arti di Napoli. Verso la fine della sua vita disegnò anche sculture in argento. Tuttavia, l’opera per la quale Sanmartino riuscì a diventare famoso è la sua scultura Il Cristo

the veiled christ

velato, una delle opere d’arte più famose e impressionanti del mondo.

Infatti, l’esecuzione della stessa scultura del Cristo velato fu originariamente affidata allo scultore Antonio Corradini, ma molto presto dopo aver ricevuto l’incarico morì. Ha lasciato solo un modello, realizzato in terracotta ed è oggi conservato nel Museo di San Martino. Dopo la morte di Corradini, l’esecuzione della scultura fu affidata a Giuseppe Sanmartino, che doveva produrre una scultura in marmo a grandezza naturale che rappresentasse Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente scolpito da un unico blocco di marmo. È noto che Antonio Canova (un altro famoso artista le cui opere si possono vedere al Louvre), da un solo sguardo al Cristo velato, dichiarò che avrebbe dato dieci anni della sua vita per fare una scultura che assomigliasse anche lontanamente a questa. Oggi la scultura di Sanmartino può essere vista a Napoli nella Cappella di San Severo, davanti all’altare maggiore.

La scultura stessa raffigura effettivamente il Cristo morto disteso su un materasso e coperto da un velo che si adatta perfettamente alle curve del suo corpo. Grazie alla sua abilità, Sanmartino è riuscito a ricreare la sofferenza che Cristo ha vissuto. Sotto il mantello, il viso e il corpo si di

distinguono chiaramente e sono visibili. Anche le tracce del martirio Cristo sono visibili. Accanto ai suoi piedi, alla fine della scultura, l’artigiano ha scolpito anche gli strumenti usati per la tortura di Cristo: una corona di spine, pinze e chiodi. L’artigianato del velo con cui viene coperto il corpo è la ragione per cui una leggenda è sorta nel corso dei secoli. Secondo questa leggenda, il cliente che commissionò la scultura, che era un famoso scienziato e alchimista, Raimondo di Sangro, mostrò a Sanmartino come trasformare il tessuto in cristalli di marmo. Per circa tre secoli si è creduto che il velo fosse il risultato di una marmorizzazione alchemica, ma questa credenza fu poi smentita. La scultura di Gesù Cristo irradia una tale sensibilità e sofferenza profonda, in grado di penetrare l’osservatore stesso. La vena gonfia che ancora pulsa sulla fronte di Cristo, le ferite delle unghie sui suoi piedi, le sue braccia magre e il suo fianco flaccido, finalmente rilassato nell’abbraccio della morte, sono un segno di intensa ricerca e una sorta di simbolo del destino e della redenzione per la salvezza dell’umanità.

La Scultura del Cristo velato di Giuseppe Sanmartino è veramente un capolavoro d’arte da vedere.